Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘precari’

logo-pam-supermercati-modificato

A Torino iniziative nei supermercati e alla Feltrinelli

Sono le 16, le vie del centro di Torino sono stracolme di persone. Va in scena lo struscio pre natalizio. C’è chi compra, chi entra nei negozi e ne esce senza sacchetti e chi guarda solamente le vetrine, tutti in rigorosa fila indiana, immersi in quel lungo serpentone che si snoda per le centrali via Roma, via Po e piazza Castello. Sembra tutto nella norma, ma non lo è. C’è qualcosa che disturba questa scena “idilliaca”. Una musica molto forte si incunea nel vociare degli amanti dello shopping. «Cos’è sto casino?» si chiedono in molti. Sono i ragazzi dell’Onda. Liceali ed universitari si sono dati appuntamento davanti alla libreria Feltrinelli per continuare la protesta, iniziata in settimana, contro la mercificazione della cultura, le politiche di copyright e il caro-libri. “Contro la crisi autoriduzione” è la scritta che capeggia sul banchetto allestito all’esterno della libreria, sul quale sono stati riversati centinaia di libri usati, provenienti dalle biblioteche dei ragazzi, offerti in omaggio ai passanti. Passanti che, all’inizio un po’ intimoriti da questa iniziativa che ha scombussolato la monotonia del sabato prima di natale, hanno usufruito in buon numero di questo “servizio”. Anche, e soprattutto, quando sul banchetto sono stati rovesciati alcuni scatoloni di libri fuori catalogo ottenuti dopo un lento, ma fruttuoso, “lavoro ai fianchi” della direzione della libreria, da parte degli studenti.

«In un paese sempre più colpito dalla crisi economica prodotta dai banchieri e dagli imprenditori, così come dai governi di destra e di sinistra degli ultimi anni – hanno affermato in un comunicato – gli studenti precari hanno deciso di riprendersi una parte di quella ricchezza intellettuale che contribuiscono ogni giorno a produrre, ma della quale vengono quotidianamente espropriati. Il costo sempre più scandaloso dei libri di testo e delle opere scientifiche e letterarie impedisce ai giovani e ai precari di accedere a un sapere indispensabile per la formazione culturale di tutte e tutti. Anche regalare un libro, per queste vacanze, risulta per molti difficoltoso: i prezzi si aggirano su una media dei 30 euro, un costo proibitivo per la generazione degli 800 euro al mese». Questa iniziativa si lega a quella portata avanti, sempre dagli studenti dell’Assemblea No – Gelmini, martedì scorso, e si inserisce nella battaglia a favore di un sapere libero. Dopo un presidio sotto la Siae, in serata gli studenti si sono diretti verso il cinema Greenwich, in via Po, e lì, mettendo in pratica l’autoriduzione, hanno potuto godere gratuitamente di tre spettacoli cinematografici, permettendo anche ai passanti e a chi fosse interessato di prendere parte agli spettacoli.

Una settimana quindi di autoriduzioni e di lotta per sopravvivere alla crisi, quella che è andata in scena a Torino durante lo shopping natalizio. Una settimana che ha avuto, forse, il suo apice, nel tardo pomeriggio di sabato quando, un gruppo di una decina di persone, travestite da babbo natale, sono entrate in un supermercato della periferia torinese e lì, dopo aver riempito i carrelli di generi alimentari e di prima necessità, sono usciti senza pagare e si sono messi a distribuire i prodotti ai passanti e agli avventori. Hanno poi lasciato dei volantini, non firmati, con scritto “Ma quale caro vita?Il cibo c’è, basta andarselo a prendere”. Un’iniziativa quasi “hollywoodiana”, che può strappare un sorriso, ma che fa riflettere, insieme alle altre iniziative di questi giorni, sulla situazione nella quale si trovano a vivere sempre più famiglie italiane, senza soldi per potersi comprare da mangiare e per togliersi lo sfizio di un libro. Non è stata solo Torino però a vivere un week-end pre natalizio, diciamo, un po’ movimentato. Anche a Bologna, e più precisamente a Casalecchio di Reno, un centinaio di attivisti del TpO, dopo aver fatto la spesa al supermercato Esselunga, ha preteso lo sconto del 25% sui prodotti in vendita. La richiesta non è stata accettata dalla direzione del supermercato che, anzi ha pensato bene di chiudere il negozio. Gli attivisti sono quindi usciti dal punto vendita e hanno attraversato il centro commerciale in corteo scandendo slogans quali «Noi la crisi non la paghiamo!» e «Prima di tutto, Natale per Tutti».

Un insieme di iniziative, compiute si da attori diversi, ma che hanno in comune il desiderio di far aprire gli occhi, soprattutto in un periodo come quello natalizio dove lo shopping va per la maggiore e tutti mettono in mostra i loro buoni sentimenti, sulla difficile situazione di giovani, precari, famiglie e anziani che sempre più difficilmente devono fare a meno, non solo più oramai di piccoli svaghi e piaceri, ma di beni di prima necessità.

Tomaso Clavarino

Il Manifesto 23/12/2008


Read Full Post »

La protesta

 

Oggi in piazza anche i bibliotecari precari

Nelle università italiane che si ribellano alle scelte del governo, c’è anche chi, da quasi cinque mesi, è in stato d’agitazione perché non sa se, e con quali tagli allo stipendio, gli verrà rinnovato il contratto. Sono i lavoratori impiegati nei servizi all’utenza delle biblioteche universitarie di Torino. Da anni infatti in più di metà delle quaranta biblioteche dell’Università di Torino affianco al personale pubblico è impiegato personale esternalizzato al quale viene rinnovato il contratto tramite gare d’appalto a scadenza annuale o biennale. «Ogni volta che si va in gara i lavoratori vedono messi in dubbio il loro salario e l’orario – spiega Andrea Guazzotto, da 5 anni lavoratore esternalizzato – Ad ogni gara c’è una corsa al ribasso da parte delle cooperative che vi partecipano. Quest’anno la base d’asta prevede già di suo una riduzione del 10% rispetto a due anni fa». E’ evidente che a pagarne lo scotto siano, in primis, i lavoratori che vedono ad ogni gara decurtato il proprio stipendio. Per di più, quest’anno, una delle due cooperative partecipanti al bando ha già fatto sapere che alcuni posti di lavoro sono a rischio soppressione. «Ci hanno detto che la riduzione è dovuta ai tagli dei finanziamenti pubblici destinati all’università di Torino. Stiamo vivendo sulla nostra pelle cosa vuol dire risparmiare nell’amministrazione pubblica». E’ per questo motivo che oggi parteciperanno allo sciopero generale e sfileranno con i sindacati di base .

Tomaso Clavarino

Il manifesto 17/10/2008

 

Read Full Post »