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APERTURA   |   di Tomaso Clavarino – TORINO

TORINO Scontri all’università. Il rettore non avrebbe chiamato gli agenti

Non se ne sentiva proprio la mancanza ma, puntualmente con l’avvicinarsi delle elezioni universitarie, sono tornate le manganellate e le cariche all’interno di Palazzo Nuovo, storica sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino. 
La presenza di alcuni esponenti del Fuan-Azione Universitaria, gruppo di estrema destra legato ad Alleanza Nazionale protagonista nel corso degli anni di iniziative di stampo neofascista come il tentativo di entrare a Palazzo Nuovo per commemorare la marcia su Roma, gestore di un sito, http://www.ilfronte.org, dove le croci celtiche sono d’ordinanza e dove viene scritto apertamente che il fascismo non fu una dittatura ed infine organizzatore delle ronde cittadine, ha indispettito gli studenti dei collettivi e dell’Onda torinese che hanno organizzato un presidio con slogan ed inviti ad uscire dall’Università. A surriscaldare ancor di più gli animi è stata, per l’ennesima volta, la massiccia militarizzazione da parte delle forze dell’ordine degli spazi universitari. 
Dopo aver “sequestrato” alcuni isolati di città pochi mesi fa per permettere l’inaugurazione dell’anno accademico, dopo aver caricato la scorsa settimana un gruppo di studenti che protestava per un volantinaggio del Fuan presso la sede di Giurisprudenza, una cinquantina di agenti in assetto antisommossa hanno scortato e protetto la decina di esponenti del Fuan dividendo di fatto l’atrio in due. Una presenza non giustificata quella delle forze dell’ordine, vista anche la mancata autorizzazione del Rettore all’ingresso in Università. «Seppur la questura continui a dire di avere avuto l’autorizzazione del Rettore – spiega Ennio – ci è stato confermato dal Rettore stesso che questa autorizzazione non è mai stata data per cui la polizia non avrebbe proprio dovuto presentarsi all’interno degli spazi universitari». Dopo un’ora e passa di slogans e inviti a lasciare l’atrio la situazione è degenerata quando dalle fila degli studenti antifascisti sono state lanciate delle uova ed un fumogeno all’indirizzo dei cordoni di polizia. In quel momento sono partite una serie di cariche molto violente ed ingiustificate che si sono protratte nei corridoi di Palazzo Nuovo fin quasi al primo piano. Ragazze e ragazzi impauriti e disarmati, a volto scoperto, hanno iniziato a correre per le scale inseguiti e manganellati dai poliziotti. Si sono poi formati cortei spontanei all’interno del palazzo di via Sant’Ottavio che sono incappati in altre cariche da parte delle forze dell’ordine che hanno spinto gli studenti fuori dall’Università. Persino chi non ha partecipato ai tafferugli perché magari non condivideva appieno la linea dei collettivi è rimasto colpito dalla violenza delle cariche. E’ questo il caso di Luisa che dice « ho avuto davvero paura, mi sono chiusa in un bar perché ho visto la polizia rincorrere e manganellare a destra e a manca, senza una logica. Non partecipo alle attività dei collettivi ma trovo inaudita la risposta della polizia». 
Il bilancio è di alcuni feriti sia tra gli studenti che tra le forze dell’ordine, quattro fermati, tre dei quali rilasciati e denunciati a piede libero ed uno tramutato in arresto. Subito dopo la fine degli scontri gli studenti si sono recati in rettorato occupandone la sede e chiedendo che il Rettore prendesse posizione sui fatti della mattinata. Nel tardo pomeriggio è poi stato diramato un comunicato del Senato accademico attraverso il quale l’Università condanna la violenza in generale e fa intendere di voler aprire un’indagine interna sui fatti accaduti. Un comunicato che non soddisfa per nulla gli studenti che invece chiedevano una presa di posizione netta degli organi accademici. E’ più esplicito nel dare un giudizio sull’operato della polizia l’assessore regionale all’Università, Andrea Bairati in quota Pd: «Se, come pare di capire, la presenza delle forze dell’ordine non è stata autorizzata dal rettore, beh questo è un fatto molto grave che ha sicuramente contribuito ad aumentare la tensione piuttosto che a diminuirla». I ragazzi rivendicano il loro antifascismo, si sentono gli ultimi baluardi a difesa di questi principi, non vogliono lasciare spazio a gruppi che fanno del razzismo e della xenofobia i loro cavalli di battaglia. «Noi non vogliamo – dice Fabio – che all’interno dell’Università vengano propagandate idee fasciste e razziste. Se a Torino, a differenza di altre città italiane, la presenza di gruppi neofascisti è, fortunatamente, esigua, è perché non gli si concedono spazi». 
Anche perché a presentarsi alle elezioni universitarie quest’anno non sarà solo il Fuan. E’ infatti di sabato scorso la notizia che una nuova lista, chiamata Arcadia, composta dal Blocco Studentesco e da Gioventù Italiana, il gruppo giovanile de La Destra, si presenterà alle elezioni universitarie. « Sono gruppi neonazisti che incitano all’odio – spiega Dana – siamo certi che se si presenteranno, come pare visto che hanno già iniziato la loro campagna elettorale scortati dalla polizia, otterranno ben pochi voti».
il Manifesto 10/3/200904

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