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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

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di Tomaso Clavarino

TORINO – A poco più di una settimana dalle cariche nell’atrio di Palazzo Nuovo, torna alta la tensione all’Università di Torino. Già dalle prime ore della mattina, mentre gli studenti iniziavano ad entrare in facoltà, si è capito che sarebbe di nuovo stata una giornata a rischio. Una decina di aderenti al Fuan con bandiere e volantini si era appostata all’inizio della scalinata d’ingresso con l’intento di fare propaganda per le imminenti elezioni universitarie. In poco tempo si è formato un folto gruppo di studenti, non solo dei collettivi, che ha iniziato a sbeffeggiare i giovani neofascisti che improvvisamente hanno deciso di togliere le bandiere dalle aste ed entrare in università per tenere un’assemblea nell’aula dei rappresentanti di giurisprudenza, quindi non un loro spazio. Gli studenti antifascisti hanno allora formato un cordone per bloccare l’accesso agli esponenti del Fuan. Sono volati spintoni e insulti fino a quando, a detta dei ragazzi dei collettivi, uno dei responsabili di Azione Universitaria, noto alle cronache cittadine per essere il promotore delle ronde con baschi e cani lupo, ha rifilato un pugno ad uno studente. In quel momento è partita una scazzottata che le forze dell’ordine hanno velocemente fermato, scortando poi gli esponenti del Fuan all’interno dell’aula dove hanno provato a tenere questa assemblea. Provato perché i giovani dei collettivi hanno iniziato a battere sui vetri e lanciare slogan costringendoli ad abbandonare mestamente l’università. «Anche in questo caso le violenze sono partite da loro – racconta Vincenzo del Collettivo Universitario Autonomo – Sono dei provocatori, devono capire che non si possono presentare all’università solo durante le elezioni a propagandare le loro idee razziste e xenofobe». Una scazzottata che non ha visto, per fortuna, l’intervento violento delle forze dell’ordine come la scorsa settimana. Che però lascia interdetti molti «addetti ai lavori». Inizia a circolare la voce che queste provocazioni del Fuan abbiamo uno scopo ben preciso. Per la prima volta infatti si presentano alle elezioni universitarie, o quantomeno hanno fatto richiesta di candidatura, esponenti di Casa Pound Torino, Blocco Studentesco e altre sigle della destra estrema, tutte raccolte nella lista Arcadia. Ebbene, ieri mentre Fuan e Collettivi si fronteggiavano a Palazzo Nuovo, il gruppo Arcadia volantinava tranquillamente davanti alla sede di Giurisprudenza in lungo Dora. Una coincidenza che non è passata sottotraccia. L’idea di un Fuan parafulmine che catalizzi l’attenzione dei media su scontri e provocazioni per lasciare campo libero ad una lista ancor più destrorsa non pare più essere un’utopia.

il Manifesto 20/3/2009

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APERTURA   |   di Tomaso Clavarino – TORINO

TORINO Scontri all’università. Il rettore non avrebbe chiamato gli agenti

Non se ne sentiva proprio la mancanza ma, puntualmente con l’avvicinarsi delle elezioni universitarie, sono tornate le manganellate e le cariche all’interno di Palazzo Nuovo, storica sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino. 
La presenza di alcuni esponenti del Fuan-Azione Universitaria, gruppo di estrema destra legato ad Alleanza Nazionale protagonista nel corso degli anni di iniziative di stampo neofascista come il tentativo di entrare a Palazzo Nuovo per commemorare la marcia su Roma, gestore di un sito, http://www.ilfronte.org, dove le croci celtiche sono d’ordinanza e dove viene scritto apertamente che il fascismo non fu una dittatura ed infine organizzatore delle ronde cittadine, ha indispettito gli studenti dei collettivi e dell’Onda torinese che hanno organizzato un presidio con slogan ed inviti ad uscire dall’Università. A surriscaldare ancor di più gli animi è stata, per l’ennesima volta, la massiccia militarizzazione da parte delle forze dell’ordine degli spazi universitari. 
Dopo aver “sequestrato” alcuni isolati di città pochi mesi fa per permettere l’inaugurazione dell’anno accademico, dopo aver caricato la scorsa settimana un gruppo di studenti che protestava per un volantinaggio del Fuan presso la sede di Giurisprudenza, una cinquantina di agenti in assetto antisommossa hanno scortato e protetto la decina di esponenti del Fuan dividendo di fatto l’atrio in due. Una presenza non giustificata quella delle forze dell’ordine, vista anche la mancata autorizzazione del Rettore all’ingresso in Università. «Seppur la questura continui a dire di avere avuto l’autorizzazione del Rettore – spiega Ennio – ci è stato confermato dal Rettore stesso che questa autorizzazione non è mai stata data per cui la polizia non avrebbe proprio dovuto presentarsi all’interno degli spazi universitari». Dopo un’ora e passa di slogans e inviti a lasciare l’atrio la situazione è degenerata quando dalle fila degli studenti antifascisti sono state lanciate delle uova ed un fumogeno all’indirizzo dei cordoni di polizia. In quel momento sono partite una serie di cariche molto violente ed ingiustificate che si sono protratte nei corridoi di Palazzo Nuovo fin quasi al primo piano. Ragazze e ragazzi impauriti e disarmati, a volto scoperto, hanno iniziato a correre per le scale inseguiti e manganellati dai poliziotti. Si sono poi formati cortei spontanei all’interno del palazzo di via Sant’Ottavio che sono incappati in altre cariche da parte delle forze dell’ordine che hanno spinto gli studenti fuori dall’Università. Persino chi non ha partecipato ai tafferugli perché magari non condivideva appieno la linea dei collettivi è rimasto colpito dalla violenza delle cariche. E’ questo il caso di Luisa che dice « ho avuto davvero paura, mi sono chiusa in un bar perché ho visto la polizia rincorrere e manganellare a destra e a manca, senza una logica. Non partecipo alle attività dei collettivi ma trovo inaudita la risposta della polizia». 
Il bilancio è di alcuni feriti sia tra gli studenti che tra le forze dell’ordine, quattro fermati, tre dei quali rilasciati e denunciati a piede libero ed uno tramutato in arresto. Subito dopo la fine degli scontri gli studenti si sono recati in rettorato occupandone la sede e chiedendo che il Rettore prendesse posizione sui fatti della mattinata. Nel tardo pomeriggio è poi stato diramato un comunicato del Senato accademico attraverso il quale l’Università condanna la violenza in generale e fa intendere di voler aprire un’indagine interna sui fatti accaduti. Un comunicato che non soddisfa per nulla gli studenti che invece chiedevano una presa di posizione netta degli organi accademici. E’ più esplicito nel dare un giudizio sull’operato della polizia l’assessore regionale all’Università, Andrea Bairati in quota Pd: «Se, come pare di capire, la presenza delle forze dell’ordine non è stata autorizzata dal rettore, beh questo è un fatto molto grave che ha sicuramente contribuito ad aumentare la tensione piuttosto che a diminuirla». I ragazzi rivendicano il loro antifascismo, si sentono gli ultimi baluardi a difesa di questi principi, non vogliono lasciare spazio a gruppi che fanno del razzismo e della xenofobia i loro cavalli di battaglia. «Noi non vogliamo – dice Fabio – che all’interno dell’Università vengano propagandate idee fasciste e razziste. Se a Torino, a differenza di altre città italiane, la presenza di gruppi neofascisti è, fortunatamente, esigua, è perché non gli si concedono spazi». 
Anche perché a presentarsi alle elezioni universitarie quest’anno non sarà solo il Fuan. E’ infatti di sabato scorso la notizia che una nuova lista, chiamata Arcadia, composta dal Blocco Studentesco e da Gioventù Italiana, il gruppo giovanile de La Destra, si presenterà alle elezioni universitarie. « Sono gruppi neonazisti che incitano all’odio – spiega Dana – siamo certi che se si presenteranno, come pare visto che hanno già iniziato la loro campagna elettorale scortati dalla polizia, otterranno ben pochi voti».
il Manifesto 10/3/200904

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Cominciamo da un documentario giapponese sulla vicenda delle loro B.R. ( che da loro si chiamano RAF) di Wakamatsu,2008, dura ben 190 minuti, non avendo peccati da scontare mi sono limitato ai primi 60  sulla nascita del loro movimento studentesco nel 1968 e l’immediato frazionamento in tanti gruppi settari e convinti di avere il diritto di guidare tutti.  Impressiona la violenza delle dimostrazioni, della repressione e anche delle risse tra gruppetti del movimento. Ma quello che impressiona di più è come parlano gli studenti alle loro riunioni: convinti di avere la verità in tasca , la gridano che sembrano gli ufficiali giapponesi cattivi di tutti i film di guerra. Meglio che il Giappone resti con pochissimo esercito per sempre…
Stamane mi becco un film USA in concorso, Momma’s man, di Azazel Jacobs, la storia di una crisi di regressione per cui un giovane pianta in asso moglie e bimba piccola in California, per rifugiarsi per mesi dai suoi costernati genitori a New York, a frugare negli scatoloni della sua infanzia. Impressionante dove abitano i genitori, un magazzino pieno di tutto fuorchè di mobili. Film ben condotto con un eccesso di primi piani della faccia grassoccia del giovane, si arriva alla fine ma con fatica.
Bel documentario sul progetto di fare di Bagnoli il parco urbano di Napoli: i lavori sono effettivamente cominciati (Vincenzo Marra 2008)
Per l”omaggio a Dennis Potter” due bei medio metraggi, “pennies from heaven” piccolo dramma di una maestrina di campagna(1978), e Lovely days (1986) vicende di diversi personaggi che si intrecciano nei giorni della vittoria della II guerra.
Entusiasmante il documentario “Di madre in figlia” sulle mondine di Novi di Modena, le loro vicende, i loro canti, quello che fanno adesso. C’erano anche loro in sala, e le vecchiette cantano benissimo e sono di una prorompente simpatia (Zambelli, 2008)
“Zemsta, the revenge” commedia in costume di Wajda(2002) con Polanski attore si svolge in un castello polacco, gli attori recitano in versi polacchi e sembra un teatrino delle marionette: meglio cenare per godersi poi “Eat the Peach” (Peter Ormond, Irlanda, 1986) sufficientemente pazzo e divertente. Infine , stupendo e grandioso,  Pirates, Polanski 1986, una vera icona del grande cinema, dove Matthau fa una delle sue migliori interpretazioni. Il vascello del film è ora nel porto di Genova.

Claudio Bellavita

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Dopo LICIO GELLI che presenta un programma su Odeon Tv (che fornisce la sua versione dei fatti e a 90 anni suonati ancora non si vergogna di esprimere apertamente la sua fede fascista) ecco l’ultima musica che le nostre povere orecchie sono costrette ad ascoltare. Se non fosse che BARACK OBAMA è diventato presidente degli Stati Uniti direi che peggio di così non può andare; quindi rettifico dicendo che peggio di così, in Italia, proprio non può andare.

Nel video Marcello Dell’Utri, intervistato da Klaus Davi, che tenta una riabilitazione morale e politica di Benito Mussolini. A voi:

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Un interessante articolo di FEDERICO RAMPINI del 17 ottobre:

“Conviene vincere la corsa alla Casa Bianca, per poi dover gestire la Grande Depressione del XXI secolo? Tra alcuni democratici americani spuntano dietrologie e atroci sospetti: che nel partito repubblicano siano in corso manovre oblique per “concedere” la vittoria a Barack Obama. Il diabolico Karl Rove, che fu l’artefice delle due vittorie di George Bush e oggi ha messo la sua squadra al servizio di John McCain, sarebbe il regista dell’operazione. Lo scenario machiavellico che gli viene attribuito è il seguente: lasciare che la crisi economica affondi il debole duo McCain-Palin, e Obama prenda possesso di una Casa Bianca ormai trasformata in un vasto deposito di cambiali. Costretto a rimangiarsi tutte le sue promesse elettorali, impossibilitato a curare una crisi economica di questa gravità in soli due anni, Obama assisterebbe impotente al tracollo del partito democratico nelle elezioni legislative del mid-term, nel 2010. Dopo un solo biennio sarebbe già un’anatra zoppa, ostaggio di un Congresso a maggioranza repubblicana. Le presidenziali successive segnerebbero il trionfale ritorno della destra, magari sotto un superfalco come Newt Gingrich. In seguito i democratici, identificati con un’epoca di pesanti sofferenze economiche, resterebbero esclusi dal potere molto a lungo. Spesso le teorie del complotto contengono tanta paranoia e una punta di verità: se questa sarà la volta del primo nero alla Casa Bianca, il fardello che lo attende sulla soglia d’ingresso sta salendo di ora in ora.”

da: http://rampini.blogautore.repubblica.it/

link all’articolo

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E’ uscita finalmente la versione definitiva della petizione contro i
brevetti sul software in europa. E’ doveroso tutti quelli che credono
del software libero e nelle libertà digitali firmare contro un
provvedimento che sarebbe di aiuto a poche grandi ditte, una mina
vagante per il libero sviluppo, e l’accettazione di una schiavitù
perenne dalle multinazionali del software.

Il link per firmare è questo

http://stopsoftwarepatents.eu/711000042650/

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