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Archive for the ‘mondo’ Category

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A Torino si prepara un’Onda no global contro il summit sull’università Corteo nazionale degli studenti il 19 maggio nella città sabauda. Per contestare la riunione dei rettori di tutto il mondo Mentre a Palazzo Chigi ministri e rettori si incontravano per delineare il programma di quello che sarà il G8 dell’Università previsto dal 17 al 19 maggio a Torino, gli studenti torinesi esprimevano la loro contrarietà nei confronti di questo appuntamento. Promosso dalla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), il G8 University Summit, uno degli appuntamenti di preparazione al vertice di luglio alla Maddalena e al quale parteciperanno i rettori e i presidenti degli atenei degli stati membri dell’istituzione del G8, insieme a quelli di molti altri paesi del mondo, si propone come momento di confronto sul contributo che le università possono dare sui temi dello sviluppo sostenibile, ambientale e sociale che sia. «Sappiamo bene che il G8 non ha nessuna credibilità alla luce delle chiare responsabilità che ha rispetto alla crisi globale in corso e risulta paradossale che sia proprio questa istituzione a voler porre rimedio a ciò che ha contribuito a causare – affermano in un comunicato gli studenti dell’Onda torinese – È inaccettabile quindi come i rettori, pretendendo di rappresentare tutto il mondo dell’università, vadano a interloquire con gli stati membri del G8, legittimando così il sistema economico-politico che da questi viene avallato». Quella che emerge è quindi una spaccatura sempre più netta tra rettori e studenti, tra le figure istituzionali che rappresentano il mondo accademico nelle alte sfere e le persone che vivono quotidianamente l’università, che pagano le tasse sempre più salate e che vedono sempre più svalorizzato il loro percorso di studi. «Nel summit verrà proposta l’immagine vincente di un’università trasformata e globalizzata – continua il comunicato – in realtà abbiamo oggi un’università in crisi, contraddittoria, con un livellamento verso il basso dei saperi trasmessi e che sfrutta i soggetti che li producono condannandoli ad una condizione di lavoro e di vita precaria». L’Onda torinese si propone quindi di organizzare un contro-G8 aperto a tutti. «Nei giorni del summit – spiega Marta – organizzeremo dibattiti, incontri, conferenze e assemblee aperte a tutti, studenti, docenti, lavoratori, insomma tutti quelli “che sono l’Università”». È stato lanciato poi per martedì 19 maggio un corteo nazionale che si snoderà per le vie di Torino e che si prevede farà convergere nella città sabauda migliaia di giovani. Sarà il ritorno dell’Onda in chiave anti-G8, dove le mobilitazioni dell’autunno incroceranno quelle della scorsa settimana contro il G20 di Londra e la Nato di Strasburgo. Gli studenti torinesi lanciano una stoccata preventiva alle Ferrovie dello Stato: «Auspichiamo che per i giorni del summit non si ripeta il solito schema per cui viene negato, dietro costi improponibili, il diritto alla mobilità dalle proprie città. Non vorremmo di nuovo ritrovarci, dopo le mobilitazioni di quest’autunno, a condurre trattative interminabili con le Ferrovie dello Stato». La mobilitazione studentesca prenderà avvio mercoledì prossimo quando si svolgerà un’assemblea pubblica cittadina, alle ore 17.30, a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, «per cercare di creare una rete contro questo G8 – continua Marta – nella quale si proverà a costruire rapporti più approfonditi con quelle realtà territoriali come i no Tav, i no Dal Molin e via dicendo, che si sono mossi in questi anni per la salvaguardia dei beni comuni».

di Tomaso Clavarino

il Manifesto 12/4/2009

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…peccato, si stava musicando ” il Vaticano annegherà, con dentro il papa”!

C.B.

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Hanno atteso 70 giorni prima di poterlo riabbracciare ma ora i famigliari di Santos Mirasierra, il tifoso marsigliese ingiustamente imprigionato a Madrid da più di due mesi, possono tirare finalmente un sospiro di sollievo: Santos è libero. La notizia è rimbalzata sui quotidiani francesi e spagnoli nel tardo pomeriggio di martedì, lo stesso tifoso marsigliese ne è venuto a conoscenza guardando i telegiornali in cella. E’ stato rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 6mila euro, cifra versata dall’Olympique Marsiglia, squadra della quale Santos è un acceso tifoso. Ma non è libero per sempre. La condanna a 3 anni e mezzo di carcere inflittagli venerdì scorso dal tribunale spagnolo rimane, i giudici hanno accettato il ricorso in appello del suo avvocato per cui, sino alla data del processo, Mirasierra potrà stare a casa con i suoi amici e forse tornare al suo posto di lancia-cori nel virage marsigliese.
La scarcerazione è segno di un tentativo dei giudici madrileni di limitare i danni derivati loro dalla vicenda. Innanzitutto attorno alla storia di Santos, arrestato con l’accusa di aver aggredito un poliziotto dopo la partita del primo ottobre tra Atletico Madrid e Olympique Marsiglia, dopo una violenta carica della guardia civil ed in seguito condannato per dei fatti non commessi e chiaramente smentiti da testimonianze e filmati video, attorno a questa vicenda si è creata un mobilitazione fortissima. In Francia, Spagna, Italia e in altri paesi, ci sono state raccolte di firme per chiedere la sua scarcerazione: sono intervenuti ministri, sportivi, giornalisti, attori, diplomatici. Sono state organizzate manifestazioni e cortei che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone che chiedevano la sua liberazione. Evidenti agli occhi di tutti erano infatti le responsabilità della polizia spagnola e del club madrileno, scaricate su Santos. Il suo rilascio è un mezzo passo indietro che ammette gli errori delle autorità giudiziarie madrilene e che ai più sembra anche dettato dal tentativo di limitare possibili rappresaglie durante la partita di ritorno fra Om e Atletico, delle quali si era sparsa voce, soprattutto via internet. Per la cronaca, la partita, giocata martedì sera, è finita 0-0 ed è stata contraddistinta da un clima più festoso del solito, vista la notizia della liberazione del capo ultras del Marsiglia.
La famiglia ha dovuto attendere più del previsto nei pressi della prigione madrilena in quanto mancava un documento necessario per la liberazione, che è poi avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri.
Tomaso Clavarino
il Manifesto 11/12/2008

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Finalmente! Dopo 69 giorni di detenzione, a due giorni dalla condanna in primo grado a 3 anni e mezzo, il tifoso marsigliese, Santos Mirasierra, per il quale si è mobilitato tutto il mondo delle tifoserie organizzate, e non solo, è stato rilasciato oggi pomeriggio su cauzione.

6000 euro, questa è la cifra che è stata pagata interamente dall’Olympique Marsiglia, e che permetterà a Santos di tornare a casa sua in attesa del processo di appello.

La condanna quindi rimane, non viene cancellata, e per questo la mobilitazione < deve continuare>, affermano gli ultras marsigliesi.

E’ comunque già un piccolo passo verso quella che si spera possa essere la sua assoluzione in appello.

T.C.

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IL TIFOSO DEL MARSIGLIA FERMATO A MADRID
Tre anni e mezzo. E’ questa la pena che Santos Mirasierra, il tifoso dell’Olympique Marsiglia detenuto dal primo ottobre a Madrid dopo gli scontri avvenuti allo stadio Vicente Calderon per la partita di Champions League tra Atletico Madrid e Om, dovrà scontare nelle carceri spagnole. Non sono bastate ai giudici le testimonianze degli altri tifosi, degli stessi poliziotti, dei gendarmi francesi al seguito: testimonianze che scagionavano Santos, del tutto estraneo ai fatti. Non sono bastate neanche le riprese televisive spagnole, nelle quali si notava con chiarezza come Mirasierra si fosse solo frapposto tra i tifosi e la guardia civil che li caricava senza motivo. Cercava di mediare con i poliziotti, lui che ha anche il passaporto spagnolo e quindi poteva dialogare con loro.
Il presidente dell’Om, Pape Diouf, si è detto scandalizzato dalla sentenza. «Non avrei mai pensato che una tale ingiustizia fosse possibile in una capitale europea come Madrid. E’ una cosa insopportabile». L’accusa aveva chiesto 8 anni, i giudici sono stati più «clementi» stabilendo che Santos avrebbe attentato all’incolumità di un agente brandendo un oggetto pericoloso eprovocandogli alcuni punti di sutura. Ora gli avvocati di Mirasierra ricorreranno in appello sperando che le testimonianze che smentiscono questa ricostruzione possano far cambiare idea alla Corte.
Mercoledì in aula, con occhi lucidi e grande commozione, Santos aveva detto: «è vero, sono un ultras, ma non sono né un hooligan né un criminale». 48 ore dopo è arrivata la condanna. Adesso si teme per l’ordine pubblico visto che mercoledì sera a Marsiglia giocherà l’Atletico Madrid: in rete circolano già minacce di guerra ma il gruppo principale del tifo marsigliese ha dichiarato di non volere vendette, solo giustizia.
Tomaso Clavarino
il Manifesto 6/12/2008

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A Madrid in galera da 50 giorni il lanciacori dell’Om
C’è un tifoso appassionato e antirazzista, detenuto ingiustamente da più di 50 giorni nelle prigioni spagnole. Si chiama Santos Mirasierra, è un supporter dell’Om, la squadra biancazzurra di Marsiglia, e manifestazioni popolari che chiedono la sua libertà si sono tenute in varie città della Francia. In Italia la rete di Progetto Ultrà ha descritto Mirasierra come «una delle figure di primo piano nell’organizzazionedi progetti e iniziative tese a combattere il razzismo e le discriminazioni a Marsiglia e su scala internazionale» e ha invitato a scrivere lettere di sostegno a Santos Mirasierra, in carcere a Madrid.
Tutto è cominciato il primo ottobre 2008, sugli spalti dello stadio Vicente Calderon di Madrid, prima della partita di Champions League fra Atletico Madrid e Olympique Marsiglia, quando scoppiarono dei tafferugli tra i tifosi marsigliesi e le forze dell’ordine. La polizia spagnola caricò i supporters dell’Om, manganellando a destra e a manca, infierendo su di un signore attempato il cui volto sanguinante ha fatto il giro delle televisioni di mezza Europa, senza un motivo apparentemente valido. La spiegazione che viene data dai cronisti è che lo striscione del Commando Ultra dell’Olympique presenta un disegno, un teschio, vietato dai regolamenti spagnoli. Una motivazione bizzarra visto che lo striscione del Frente Atletico, un gruppo di tifosi madrileni, presenta un disegno analogo.
Dopo la prima carica i tifosi marsigliesi si compattarono cercando di non farsi prendere lo striscione, la polizia continuò a randellare ed alla fine fu costretta a lasciare il settore di fretta e furia vista la rabbia dei tifosi transalpini. Alla fine della partita, mentre i marsigliesi erano già sui pullman per far ritorno a casa, la polizia spagnola salì in assetto antisommossa sui bus e arrestò un tifoso. Uno solo su centinaia, Santos Mirasierra, francese di origine spagnola, è il lanciacori del Commando Ultra del Marsiglia. Venne fermato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, violenze e lesioni. Da quel primo ottobre, Santos, è tuttora rinchiuso nel carcere di Madrid. Sono stati chiesti otto anni di prigione nei suoi confronti, un’enormità anche se fossero accertati i suoi reati. Ma il problema è proprio questo. Santos non ha fatto nulla. Lo si vede dai filmati girati dai suoi amici, lo si vede dalle foto, dai video su Youtube, da un filmato girato da Canal +, emittente spagnola, che il giudice incaricato dell’indagine non ha neanche voluto prendere in considerazione. Santos, lo si vede nelle immagini, non alza una mano, non tira calci, cerca solo di frapporsi fra gli agenti che manganellano e i suoi compagni. Ma, soprattutto cerca di parlare con gli agenti, di farli ragionare, cerca di discutere con loro mentre lo spintonano e gli tirano manganellate sulla schiena. La richiesta di otto anni di carcere è pesantissima. Inspiegabile, se non per un motivo. Il codice di procedura penale spagnolo agli articoli 502 e seguenti parla di carcerazione preventiva, e dice che è giustificata solo ed esclusivamente a fronte di un reato che sia punibile con non meno di 6 anni di reclusione. Il dubbio che sorge a chi ha a cuore le sorti di Santos è che questi otto anni siano stati richiesti esclusivamente come giustificazione ad una carcerazione preventiva già di per sé lunga e ingiustificata.
Dal primo ottobre si stanno susseguendo manifestazioni in tutta la Francia per chiedere la sua liberazione. E’ intervenuto l’ambasciatore francese a Madrid, il presidente dell’Olympique Marsiglia, l’Uefa, il governo francese. Tutti con un unico scopo: la scarcerazione. In Italia la storia di Santos è giunta un po’ sottotraccia, chi sta cercando di renderla pubblica sono i tifosi della Sampdoria. Le due tifoserie sono unite da uno storico gemellaggio e stanno raccogliendo firme per una petizione popolare.
In Francia per ora sperano nella libertà provvisoria. Per Santos sarebbe già un piccolo passo in avanti verso quella libertà che, a detta di tutti tranne che dei giudici spagnoli, gli è stata negata ingiustamente.
Tomaso Clavarino
Il Manifesto 20/11/1008

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Questo video, realizzato dai gruppi della tifoseria marsigliese, racconta la storia di un ragazzo, un ultras, che da più di un mese è rinchiuso in una cella di un penitenziario di Madrid senza una motivazione valida, senza aver commesso alcun reato. Ha solo cercato di difendersi e di difendere i suoi amici da un’aggressione violenta ed ingiustificata da parte della polizia spagnola durante la partita di Champions League tra Atletico Madrid e Olympique Marsiglia. I veri colpevoli sono ancora in libertà…Santos libero!

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