Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘italia’ Category

1301997

Un dossier spiega i ritardi: mancano i tecnici.

Ispezionati in Piemonte circa settanta istituti

Dopo la tragedia del liceo Darwin sembrava che finalmente la sicurezza degli edifici scolastici avesse assunto la giusta importanza nei piani del governo. Ma a quasi otto mesi da quel tragico 22 novembre 2008 si nota come poco o nulla sia stato fatto. Le commissioni istituite dal ministero dell´Istruzione che dovrebbero verificare le condizioni delle scuole, ed eventualmente segnalare problemi di tipo non strutturale riguardanti per esempio le controsoffittature, lavorano a passo di bradipo. Ad esprimere preoccupazione per la situazione è lo stesso Ministero. Nella relazione di un suo rappresentante presente alla prima riunione, tenutasi il 23 giugno a Roma, del “Tavolo di monitoraggio” che si deve occupare della prevenzione di eventuali rischi connessi alla vulnerabilità degli edifici scolastici, ha evidenziato «che, al momento, lo stato delle attività di monitoraggio si pone in Piemonte all´incirca al 2% (9 a livello nazionale) del previsto e questo fa sorgere dubbi sul rispetto dei termini previsti». Dubbi che sono certezze se si pensa che il termine previsto, o quantomeno ipotizzato al momento dell´istituzione di questi controlli, è il 6 agosto 2009. Ma perché questi ritardi? A spiegarlo è l´assessore all´Istruzione della Regione Giovanna Pentenero: «Questi ritardi stratosferici sono dovuti ad un unico preciso motivo, la carenza di tecnici ministeriali per effettuare i controlli». I controlli devono essere effettuati da commissioni composte obbligatoriamente da un tecnico nominato dall´ente proprietario dell´edificio, da uno incaricato dalle autonomie scolastiche e da un terzo rappresentante del Provveditorato, direttamente dipendente dal Ministero dell´Istruzione. Peccato che i funzionari del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche adibiti a questa mansione siano, in Piemonte, in tutto 10 per un´ora sola alla settimana. Si capisce quindi come con questi numeri, e a questi ritmi, il monitoraggio potrebbe durare anche sei anni. «Se si guardano i dati – continua Pentenero – si può notare come le regioni del Sud siano più avanti in questo lavoro rispetto a quelle del Nord. La spiegazione è molto semplice, lì i funzionari del Provveditorato sono molti di più che da noi». In Piemonte finora sono state controllare 69 scuole su 3.233, equivalente al 2% di tutti gli edifici scolastici. Come fare per uscire da questa impasse? La soluzione per l´assessore regionale è solo una, «far si che siano direttamente gli enti locali ad occuparsi di questa questione, senza dover aspettare il Provveditorato. Una soluzione già inserita per altro nell´intesa tra Stato e Regioni, che noi attueremo a breve, seppur consapevoli che sia una svalutazione dell´impegno preso dal governo su questo tema mesi fa. Ho già predisposto otto incontri con le province e i comuni piemontesi nei quali prospetterò loro la possibilità che siano gli enti locali ad autocertificare gli edifici scolastici». Di questi ritardi e di come poter arrivare ad una soluzione condivisa tra stato e regioni se ne riparlerà forse il 14 luglio nella seconda riunione del “Tavolo di monitoraggio”.

di Tomaso Clavarino

La Repubblica Torino

(11 luglio 2009)

Read Full Post »

onda1

A Torino si prepara un’Onda no global contro il summit sull’università Corteo nazionale degli studenti il 19 maggio nella città sabauda. Per contestare la riunione dei rettori di tutto il mondo Mentre a Palazzo Chigi ministri e rettori si incontravano per delineare il programma di quello che sarà il G8 dell’Università previsto dal 17 al 19 maggio a Torino, gli studenti torinesi esprimevano la loro contrarietà nei confronti di questo appuntamento. Promosso dalla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), il G8 University Summit, uno degli appuntamenti di preparazione al vertice di luglio alla Maddalena e al quale parteciperanno i rettori e i presidenti degli atenei degli stati membri dell’istituzione del G8, insieme a quelli di molti altri paesi del mondo, si propone come momento di confronto sul contributo che le università possono dare sui temi dello sviluppo sostenibile, ambientale e sociale che sia. «Sappiamo bene che il G8 non ha nessuna credibilità alla luce delle chiare responsabilità che ha rispetto alla crisi globale in corso e risulta paradossale che sia proprio questa istituzione a voler porre rimedio a ciò che ha contribuito a causare – affermano in un comunicato gli studenti dell’Onda torinese – È inaccettabile quindi come i rettori, pretendendo di rappresentare tutto il mondo dell’università, vadano a interloquire con gli stati membri del G8, legittimando così il sistema economico-politico che da questi viene avallato». Quella che emerge è quindi una spaccatura sempre più netta tra rettori e studenti, tra le figure istituzionali che rappresentano il mondo accademico nelle alte sfere e le persone che vivono quotidianamente l’università, che pagano le tasse sempre più salate e che vedono sempre più svalorizzato il loro percorso di studi. «Nel summit verrà proposta l’immagine vincente di un’università trasformata e globalizzata – continua il comunicato – in realtà abbiamo oggi un’università in crisi, contraddittoria, con un livellamento verso il basso dei saperi trasmessi e che sfrutta i soggetti che li producono condannandoli ad una condizione di lavoro e di vita precaria». L’Onda torinese si propone quindi di organizzare un contro-G8 aperto a tutti. «Nei giorni del summit – spiega Marta – organizzeremo dibattiti, incontri, conferenze e assemblee aperte a tutti, studenti, docenti, lavoratori, insomma tutti quelli “che sono l’Università”». È stato lanciato poi per martedì 19 maggio un corteo nazionale che si snoderà per le vie di Torino e che si prevede farà convergere nella città sabauda migliaia di giovani. Sarà il ritorno dell’Onda in chiave anti-G8, dove le mobilitazioni dell’autunno incroceranno quelle della scorsa settimana contro il G20 di Londra e la Nato di Strasburgo. Gli studenti torinesi lanciano una stoccata preventiva alle Ferrovie dello Stato: «Auspichiamo che per i giorni del summit non si ripeta il solito schema per cui viene negato, dietro costi improponibili, il diritto alla mobilità dalle proprie città. Non vorremmo di nuovo ritrovarci, dopo le mobilitazioni di quest’autunno, a condurre trattative interminabili con le Ferrovie dello Stato». La mobilitazione studentesca prenderà avvio mercoledì prossimo quando si svolgerà un’assemblea pubblica cittadina, alle ore 17.30, a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, «per cercare di creare una rete contro questo G8 – continua Marta – nella quale si proverà a costruire rapporti più approfonditi con quelle realtà territoriali come i no Tav, i no Dal Molin e via dicendo, che si sono mossi in questi anni per la salvaguardia dei beni comuni».

di Tomaso Clavarino

il Manifesto 12/4/2009

Read Full Post »

vialli-mancini

di Tomaso Clavarino – GENOVA
SAMPDORIA Cassano e Pazzini come Vialli e Mancini, un coppia che fa sognare i tifosi e interessa la nazionale

Il Genio e il Pazzo. Li hanno soprannominati così, a Genova, sponda blucerchiata, Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini. Uno «genio» del pallone lo è per davvero. Forse il più grande talento italiano degli ultimi anni, sicuramente il più chiacchierato. Quando prende palla sembra irridere gli avversari, ma non lo fa con malizia e spavalderia, alla Ibrahimovic o Cristiano Ronaldo per intenderci, ma con naturalezza, perché lui con il pallone c’è cresciuto e, quando gli capita tra i piedi, come i bambini al parco o in piazza a Barivecchia, non se lo vuole proprio far portare via. E allora va avanti portando la palla sotto i tacchetti, come a calcetto, finta a destra, rientra sul sinistro, tunnel in mezzo a due e passaggio filtrante. Come dicono i più maligni: «i difensori del Genoa della passata stagione se la sognano ancora di notte la serpentina nel derby dell’anno scorso».
L’altro «pazzo» lo è solo di nome ma non di fatto. Se lo vedi sembra il classico bravo ragazzo, educato, pacato, mai una parola fuori posto, mai una lamentela. Nella vittoriosa partita di Coppa Italia contro l’Inter ha fatto a sportellate con Materazzi e, mentre l’interista si lamentava continuamente con l’arbitro, lui è ha parlato con i gol (due) limitandosi a chiedere al massimo l’ammonizione per l’avversario dopo l’ennesimo fallo da dietro. Tutti gli esperti del settore lo ritenevano ancora una promessa incompiuta, ma Pazzini sotto la Lanterna ha trovato affetto, fiducia e la carica necessaria per sbocciare definitivamente. Ha segnato otto reti in nove partite fin qui giocate, da quando è arrivato a gennaio dalla Fiorentina, dove si era immalinconito in panchina all’ombra di Gilardino. E’ diventato il finalizzatore delle invenzioni di Cassano, dimostrando una freddezza tale sotto porta che neanche i più ottimisti si potevano aspettare (a Firenze in effetti litigava col pallone e vedeva la porta sempre più piccola). Lo dice sempre il Pazzo, in tutte le interviste: «a Genova mi hanno accolto con affetto, mi hanno fatto sentire importante, mi hanno dato fiducia».
Un po’ come capitato al Genio che, arrivato a Genova dopo i due anni buttati al Real madrid, ha trovato un ambiente che gli ha permesso di consacrarsi definitivamente. Insomma la nuova coppia gol del calcio italiano che, vista anche l’età dei due giocatori (27 anni il primo, 24 il secondo), potrebbe diventare, se solo il ct Lippi avesse il coraggio di andare contro le grandi squadre, la coppia titolare della nazionale. C’è chi li chiama già i «Gemelli del gol», rievocando Vialli e Mancini. Un paragone molto pesante, forse azzardato. Vialli e Mancini hanno fatto la storia della Sampdoria. Hanno dato tanto alla compagine blucerchiata e tanto hanno ricevuto. Hanno fatto sognare i tifosi, li hanno spinti a fare fiaccolate per convincerli a non andare via (Vialli) e li hanno feriti a tal punto che uno sconfinato amore è diventato, se non odio, quantomeno disprezzo (Mancini). Certo è che il Genio e il Pazzo ricordano molto i gemelli del goal. Un fuoriclasse ed un falco d’area di rigore. Ma la strada è ancora lunga e la storia tutta da scrivere. «Sono nel pieno della maturità – sostiene il direttore generale doriano Beppe Marotta – tra un po’ l’accostamento potrebbe diventare realtà».
Un primo tassello potrebbe essere la Coppa Italia. Se la Sampdoria riuscisse a portarla a casa sarebbe il primo trofeo dell’era Garrone così come il primo trofeo della Samp di Paolo Mantovani fu la Coppa Italia del 1984/85. Corsi e ricorsi che alimentano ancora di più i sogni dei tifosi doriani. Ma i più realisti sanno che difficilmente questa squadra potrà ricalcare le orme della Samp d’oro di Mantovani. Innanzitutto perché non c’è più il Presidente, Paolo Mantovani, un tifoso prima ancora che un presidente, un papà per tutto l’ambiente, che attorno ai gemelli del goal aveva costruito forse la migliore squadra del tempo, prendendo i più forti giovani in circolazione e affiancandoli a giocatori esperti. Gente come Attilio Lombardo, Fausto Pari, Toninho Cerezo, Moreno Mannini, Luca Pellegrini e via dicendo, insomma una squadra fatta per vincere. La Sampdoria di adesso è lontana anni luce da quella che per un decennio vinse coppe e scudetto, ma ha due campioni lì davanti, la nuova coppia gol del calcio italiano, e i tifosi sognano. Per ora la Coppa Italia, poi chissà.

il Manifesto 7 marzo 2009

Read Full Post »

images

Sarà un capodanno all’insegna della musica dance quello che andrà in scena all’Oval la notte di San Silvestro. Sul palco, allestito all’interno della struttura che durante le Olimpiadi ha ospitato le gare di pattinaggio velocità, si alterneranno alcuni dei più importanti protagonisti della scena dance internazionale lanciati, in quella che sarà un vera e propria maratona di musica elettronica , dal gruppo rock torinese per eccellenza, i Subsonica. La band capitanata da Samuel accompagnerà gli spettatori fino al brindisi di mezzanotte per poi lasciare spazio prima ad un live dei Motel Connection e poi ai tre dj-set che faranno ballare giovani e meno giovani fino alle prime luci dell’alba. Dopo il live del trio, nato nel 2000 a Torino, composto da Samuel, Pisti e Pierfunk, sarà la volta, in ordine di apparizione, di Boosta, Mauro Picotto e Josh Wink. «La prevendita dei biglietti sta andando a gonfie vele, sono già stati staccati migliaia di tagliandi» fanno sapere gli organizzatori, che ricordano le modalità di acquisto dei tagliandi «il costo della serata è di 35 euro se si acquistano i biglietti in prevendita, tramite i circuiti ticketone, vivaticket e ticket.it, di 45 euro se si decide di prenderli direttamente alla porta la sera stessa dell’evento. Incluso nel prezzo anche un flut di spumante». Chi volesse anche partecipare alla cena di gala, organizzata su di una terrazza panoramica allestita all’interno dell’Oval, dovrà rivolgersi alla Souait Entertainment (011-0608216) per prenotare e poter così gustare, al prezzo di 120 euro (incluso il biglietto d’ingresso per la serata), un ricco menu innaffiato da vini piemontesi e champagne. Per chi invece volesse mangiare qualcosa “al volo” durante lo show, sarà allestito un punto ristoro con panini, hot-dog, hamburger e patatine. Sono dell’ultima ora le novità che riguardano i mezzi di trasporto per poter raggiungere il palazzetto sede dell’evento. «Siamo giunti ad un accordo con Gtt – spiegano gli organizzatori – che aumenterà la frequenza dei passaggi del tram 18 blu, da ogni ora a ogni mezz’ora, per poter così raggiungere l’Oval più velocemente e senza il rischio di muoversi in macchina, magari dopo aver bevuto un bicchiere di troppo». La linea 18 blu, che fa parte del servizio nightbusters messo in piedi dal Gtt per le notti festive, avrà i capilinea in piazza Vittorio, come tutte le altre linee notturne, e in corso Maroncelli. La fermata alla quale bisognerà scendere è quella in prossimità di Eataly e del centro commerciale 8 Gallery, all’altezza di via Nizza 230. Da lì bisognerà poi fare una breve passeggiata per raggiungere l’ingresso dell’Oval i cui cancelli apriranno alle ore 20. Per poter avere ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet dedicato all’evento, www.futurfestival.com, sul quale, oltre al programma completo e alle indicazioni per raggiungere la location per chi dovesse arrivare da aeroporto e autostrade, sono anche segnalate delle convenzioni con hotels cittadini per chi venisse da fuori città e volesse passare a Torino qualche giorno e non solo la notte di San Silvestro.

Tomaso Clavarino

La Repubblica 28/12/2008

Read Full Post »

logo-pam-supermercati-modificato

A Torino iniziative nei supermercati e alla Feltrinelli

Sono le 16, le vie del centro di Torino sono stracolme di persone. Va in scena lo struscio pre natalizio. C’è chi compra, chi entra nei negozi e ne esce senza sacchetti e chi guarda solamente le vetrine, tutti in rigorosa fila indiana, immersi in quel lungo serpentone che si snoda per le centrali via Roma, via Po e piazza Castello. Sembra tutto nella norma, ma non lo è. C’è qualcosa che disturba questa scena “idilliaca”. Una musica molto forte si incunea nel vociare degli amanti dello shopping. «Cos’è sto casino?» si chiedono in molti. Sono i ragazzi dell’Onda. Liceali ed universitari si sono dati appuntamento davanti alla libreria Feltrinelli per continuare la protesta, iniziata in settimana, contro la mercificazione della cultura, le politiche di copyright e il caro-libri. “Contro la crisi autoriduzione” è la scritta che capeggia sul banchetto allestito all’esterno della libreria, sul quale sono stati riversati centinaia di libri usati, provenienti dalle biblioteche dei ragazzi, offerti in omaggio ai passanti. Passanti che, all’inizio un po’ intimoriti da questa iniziativa che ha scombussolato la monotonia del sabato prima di natale, hanno usufruito in buon numero di questo “servizio”. Anche, e soprattutto, quando sul banchetto sono stati rovesciati alcuni scatoloni di libri fuori catalogo ottenuti dopo un lento, ma fruttuoso, “lavoro ai fianchi” della direzione della libreria, da parte degli studenti.

«In un paese sempre più colpito dalla crisi economica prodotta dai banchieri e dagli imprenditori, così come dai governi di destra e di sinistra degli ultimi anni – hanno affermato in un comunicato – gli studenti precari hanno deciso di riprendersi una parte di quella ricchezza intellettuale che contribuiscono ogni giorno a produrre, ma della quale vengono quotidianamente espropriati. Il costo sempre più scandaloso dei libri di testo e delle opere scientifiche e letterarie impedisce ai giovani e ai precari di accedere a un sapere indispensabile per la formazione culturale di tutte e tutti. Anche regalare un libro, per queste vacanze, risulta per molti difficoltoso: i prezzi si aggirano su una media dei 30 euro, un costo proibitivo per la generazione degli 800 euro al mese». Questa iniziativa si lega a quella portata avanti, sempre dagli studenti dell’Assemblea No – Gelmini, martedì scorso, e si inserisce nella battaglia a favore di un sapere libero. Dopo un presidio sotto la Siae, in serata gli studenti si sono diretti verso il cinema Greenwich, in via Po, e lì, mettendo in pratica l’autoriduzione, hanno potuto godere gratuitamente di tre spettacoli cinematografici, permettendo anche ai passanti e a chi fosse interessato di prendere parte agli spettacoli.

Una settimana quindi di autoriduzioni e di lotta per sopravvivere alla crisi, quella che è andata in scena a Torino durante lo shopping natalizio. Una settimana che ha avuto, forse, il suo apice, nel tardo pomeriggio di sabato quando, un gruppo di una decina di persone, travestite da babbo natale, sono entrate in un supermercato della periferia torinese e lì, dopo aver riempito i carrelli di generi alimentari e di prima necessità, sono usciti senza pagare e si sono messi a distribuire i prodotti ai passanti e agli avventori. Hanno poi lasciato dei volantini, non firmati, con scritto “Ma quale caro vita?Il cibo c’è, basta andarselo a prendere”. Un’iniziativa quasi “hollywoodiana”, che può strappare un sorriso, ma che fa riflettere, insieme alle altre iniziative di questi giorni, sulla situazione nella quale si trovano a vivere sempre più famiglie italiane, senza soldi per potersi comprare da mangiare e per togliersi lo sfizio di un libro. Non è stata solo Torino però a vivere un week-end pre natalizio, diciamo, un po’ movimentato. Anche a Bologna, e più precisamente a Casalecchio di Reno, un centinaio di attivisti del TpO, dopo aver fatto la spesa al supermercato Esselunga, ha preteso lo sconto del 25% sui prodotti in vendita. La richiesta non è stata accettata dalla direzione del supermercato che, anzi ha pensato bene di chiudere il negozio. Gli attivisti sono quindi usciti dal punto vendita e hanno attraversato il centro commerciale in corteo scandendo slogans quali «Noi la crisi non la paghiamo!» e «Prima di tutto, Natale per Tutti».

Un insieme di iniziative, compiute si da attori diversi, ma che hanno in comune il desiderio di far aprire gli occhi, soprattutto in un periodo come quello natalizio dove lo shopping va per la maggiore e tutti mettono in mostra i loro buoni sentimenti, sulla difficile situazione di giovani, precari, famiglie e anziani che sempre più difficilmente devono fare a meno, non solo più oramai di piccoli svaghi e piaceri, ma di beni di prima necessità.

Tomaso Clavarino

Il Manifesto 23/12/2008


Read Full Post »


1206754779_joshwinkmain

Una location avveniristica, della musica di livello ed una regia d’avanguardia. Questi tre elementi, messi insieme, daranno vita al primo grande evento di capodanno a Torino. Non solo più, quindi, concerti in piazza e fuochi d’artificio, ma un festival musicale di richiamo nazionale.

Il Futur Festival, questo il suo nome, è nato dalla collaborazione tra Movement e Casasonica, due delle realtà più vivaci del panorama musicale torinese,«dopo il grande successo di Movement ad halloween – spiega Juni Vitale, uno degli organizzatori – abbiamo pensato di organizzare a Torino un capodanno diverso, che potesse richiamare gente anche dal resto d’Italia, e che potesse offrire qualcosa di alternativo ai giovani torinesi, molti dei quali, ci sembra di aver capito, sono stufi di festeggiare in piazza o nei soliti locali ». La location sarà l’Oval, «un modo per far vivere di più strutture bellissime, che in giro per il mondo ci invidiano, ma che purtroppo sono poco sfruttate», e sul palco si alterneranno musicisti e djs di fama internazionale, per quello che sarà, non un concerto, non una serata techno, ma un festival musicale nel vero senso della parola, con concerti live affiancati da diversi dj set.

Apriranno le danze i Subsonica, a tutti gli effetti la punta di diamante della scena musicale torinese, che, per la prima volta a Torino, saranno seguiti sul palco dai Motel Connection che, nati nel 2000 dall’incontro tra Samuel, voce dei Subsonica, Pisti e Pierfunk, sono una delle realtà più innovative della musica club italiana. Dopo questi due concerti live sarà la volta dei dj set che si alterneranno fino all’alba e che vedranno al lavoro sui mixer tre dj diversi, ma tutti di livello.

Il primo sarà Boosta, tastierista dei Subsonica che da alcuni anni è impegnato con ottimi risultati anche in consolle, seguito da Mauro Picotto, piemontese anche lui ed uno dei più famosi dj del mondo. Fondatore dell’etichetta Meganite, le sue serate si svolgono in alcuni dei locali più famosi del globo come il Ministry of Sound di Londra, lo Space di Miami o l’Arc di New York. Picotto chiuderà il cerchio degli artisti piemontesi e lancerà in consolle l’ospite straniero della serata, Josh Wink. Nato a Philadelphia è uno dei personaggi più stimati del mondo della musica techno, e porterà a Torino il suo inconfondibile sound, sperimentale ma allo stesso tempo ballabile. Artisti di primo piano per una serata che, nelle intenzioni degli organizzatori, «dovrà essere anche un momento di celebrazione per la vittoria di Torino come “Capitale europea dei giovani per il 2010”».

Un evento che non sarà gratuito, ma che «costerà 35 euro – afferma Juni Vitale – un prezzo popolare visti anche i costi dei locali per la sera di capodanno, che arrivano a costare anche 100 euro» e che, gli organizzatori sperano possa richiamare non meno di 8mila persone, «la cifra minima, ce ne aspettiamo ben di più ». «Si cercherà di rendere questo evento il più sicuro possibile – continua Vitale – e proprio in quest’ottica abbiamo chiesto al comune di intercedere con Gtt per predisporre dei collegamenti con l’Oval per far si che si possa raggiungere con dei mezzi pubblici. Il comune si è mostrato subito disponibile ma da Gtt non abbiamo ancora ricevuto risposte». Risposte che gli organizzatori sperano possano arrivare a breve, «per così poter organizzare al meglio il primo grande evento di capodanno nella storia di Torino».

Tomaso Clavarino

La Repubblica 7/12/2008

Read Full Post »

2472389747_72e9163e76
IL TIFOSO DEL MARSIGLIA FERMATO A MADRID
Tre anni e mezzo. E’ questa la pena che Santos Mirasierra, il tifoso dell’Olympique Marsiglia detenuto dal primo ottobre a Madrid dopo gli scontri avvenuti allo stadio Vicente Calderon per la partita di Champions League tra Atletico Madrid e Om, dovrà scontare nelle carceri spagnole. Non sono bastate ai giudici le testimonianze degli altri tifosi, degli stessi poliziotti, dei gendarmi francesi al seguito: testimonianze che scagionavano Santos, del tutto estraneo ai fatti. Non sono bastate neanche le riprese televisive spagnole, nelle quali si notava con chiarezza come Mirasierra si fosse solo frapposto tra i tifosi e la guardia civil che li caricava senza motivo. Cercava di mediare con i poliziotti, lui che ha anche il passaporto spagnolo e quindi poteva dialogare con loro.
Il presidente dell’Om, Pape Diouf, si è detto scandalizzato dalla sentenza. «Non avrei mai pensato che una tale ingiustizia fosse possibile in una capitale europea come Madrid. E’ una cosa insopportabile». L’accusa aveva chiesto 8 anni, i giudici sono stati più «clementi» stabilendo che Santos avrebbe attentato all’incolumità di un agente brandendo un oggetto pericoloso eprovocandogli alcuni punti di sutura. Ora gli avvocati di Mirasierra ricorreranno in appello sperando che le testimonianze che smentiscono questa ricostruzione possano far cambiare idea alla Corte.
Mercoledì in aula, con occhi lucidi e grande commozione, Santos aveva detto: «è vero, sono un ultras, ma non sono né un hooligan né un criminale». 48 ore dopo è arrivata la condanna. Adesso si teme per l’ordine pubblico visto che mercoledì sera a Marsiglia giocherà l’Atletico Madrid: in rete circolano già minacce di guerra ma il gruppo principale del tifo marsigliese ha dichiarato di non volere vendette, solo giustizia.
Tomaso Clavarino
il Manifesto 6/12/2008

Read Full Post »

Older Posts »