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Archive for dicembre 2008

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Sarà un capodanno all’insegna della musica dance quello che andrà in scena all’Oval la notte di San Silvestro. Sul palco, allestito all’interno della struttura che durante le Olimpiadi ha ospitato le gare di pattinaggio velocità, si alterneranno alcuni dei più importanti protagonisti della scena dance internazionale lanciati, in quella che sarà un vera e propria maratona di musica elettronica , dal gruppo rock torinese per eccellenza, i Subsonica. La band capitanata da Samuel accompagnerà gli spettatori fino al brindisi di mezzanotte per poi lasciare spazio prima ad un live dei Motel Connection e poi ai tre dj-set che faranno ballare giovani e meno giovani fino alle prime luci dell’alba. Dopo il live del trio, nato nel 2000 a Torino, composto da Samuel, Pisti e Pierfunk, sarà la volta, in ordine di apparizione, di Boosta, Mauro Picotto e Josh Wink. «La prevendita dei biglietti sta andando a gonfie vele, sono già stati staccati migliaia di tagliandi» fanno sapere gli organizzatori, che ricordano le modalità di acquisto dei tagliandi «il costo della serata è di 35 euro se si acquistano i biglietti in prevendita, tramite i circuiti ticketone, vivaticket e ticket.it, di 45 euro se si decide di prenderli direttamente alla porta la sera stessa dell’evento. Incluso nel prezzo anche un flut di spumante». Chi volesse anche partecipare alla cena di gala, organizzata su di una terrazza panoramica allestita all’interno dell’Oval, dovrà rivolgersi alla Souait Entertainment (011-0608216) per prenotare e poter così gustare, al prezzo di 120 euro (incluso il biglietto d’ingresso per la serata), un ricco menu innaffiato da vini piemontesi e champagne. Per chi invece volesse mangiare qualcosa “al volo” durante lo show, sarà allestito un punto ristoro con panini, hot-dog, hamburger e patatine. Sono dell’ultima ora le novità che riguardano i mezzi di trasporto per poter raggiungere il palazzetto sede dell’evento. «Siamo giunti ad un accordo con Gtt – spiegano gli organizzatori – che aumenterà la frequenza dei passaggi del tram 18 blu, da ogni ora a ogni mezz’ora, per poter così raggiungere l’Oval più velocemente e senza il rischio di muoversi in macchina, magari dopo aver bevuto un bicchiere di troppo». La linea 18 blu, che fa parte del servizio nightbusters messo in piedi dal Gtt per le notti festive, avrà i capilinea in piazza Vittorio, come tutte le altre linee notturne, e in corso Maroncelli. La fermata alla quale bisognerà scendere è quella in prossimità di Eataly e del centro commerciale 8 Gallery, all’altezza di via Nizza 230. Da lì bisognerà poi fare una breve passeggiata per raggiungere l’ingresso dell’Oval i cui cancelli apriranno alle ore 20. Per poter avere ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet dedicato all’evento, www.futurfestival.com, sul quale, oltre al programma completo e alle indicazioni per raggiungere la location per chi dovesse arrivare da aeroporto e autostrade, sono anche segnalate delle convenzioni con hotels cittadini per chi venisse da fuori città e volesse passare a Torino qualche giorno e non solo la notte di San Silvestro.

Tomaso Clavarino

La Repubblica 28/12/2008

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A Torino iniziative nei supermercati e alla Feltrinelli

Sono le 16, le vie del centro di Torino sono stracolme di persone. Va in scena lo struscio pre natalizio. C’è chi compra, chi entra nei negozi e ne esce senza sacchetti e chi guarda solamente le vetrine, tutti in rigorosa fila indiana, immersi in quel lungo serpentone che si snoda per le centrali via Roma, via Po e piazza Castello. Sembra tutto nella norma, ma non lo è. C’è qualcosa che disturba questa scena “idilliaca”. Una musica molto forte si incunea nel vociare degli amanti dello shopping. «Cos’è sto casino?» si chiedono in molti. Sono i ragazzi dell’Onda. Liceali ed universitari si sono dati appuntamento davanti alla libreria Feltrinelli per continuare la protesta, iniziata in settimana, contro la mercificazione della cultura, le politiche di copyright e il caro-libri. “Contro la crisi autoriduzione” è la scritta che capeggia sul banchetto allestito all’esterno della libreria, sul quale sono stati riversati centinaia di libri usati, provenienti dalle biblioteche dei ragazzi, offerti in omaggio ai passanti. Passanti che, all’inizio un po’ intimoriti da questa iniziativa che ha scombussolato la monotonia del sabato prima di natale, hanno usufruito in buon numero di questo “servizio”. Anche, e soprattutto, quando sul banchetto sono stati rovesciati alcuni scatoloni di libri fuori catalogo ottenuti dopo un lento, ma fruttuoso, “lavoro ai fianchi” della direzione della libreria, da parte degli studenti.

«In un paese sempre più colpito dalla crisi economica prodotta dai banchieri e dagli imprenditori, così come dai governi di destra e di sinistra degli ultimi anni – hanno affermato in un comunicato – gli studenti precari hanno deciso di riprendersi una parte di quella ricchezza intellettuale che contribuiscono ogni giorno a produrre, ma della quale vengono quotidianamente espropriati. Il costo sempre più scandaloso dei libri di testo e delle opere scientifiche e letterarie impedisce ai giovani e ai precari di accedere a un sapere indispensabile per la formazione culturale di tutte e tutti. Anche regalare un libro, per queste vacanze, risulta per molti difficoltoso: i prezzi si aggirano su una media dei 30 euro, un costo proibitivo per la generazione degli 800 euro al mese». Questa iniziativa si lega a quella portata avanti, sempre dagli studenti dell’Assemblea No – Gelmini, martedì scorso, e si inserisce nella battaglia a favore di un sapere libero. Dopo un presidio sotto la Siae, in serata gli studenti si sono diretti verso il cinema Greenwich, in via Po, e lì, mettendo in pratica l’autoriduzione, hanno potuto godere gratuitamente di tre spettacoli cinematografici, permettendo anche ai passanti e a chi fosse interessato di prendere parte agli spettacoli.

Una settimana quindi di autoriduzioni e di lotta per sopravvivere alla crisi, quella che è andata in scena a Torino durante lo shopping natalizio. Una settimana che ha avuto, forse, il suo apice, nel tardo pomeriggio di sabato quando, un gruppo di una decina di persone, travestite da babbo natale, sono entrate in un supermercato della periferia torinese e lì, dopo aver riempito i carrelli di generi alimentari e di prima necessità, sono usciti senza pagare e si sono messi a distribuire i prodotti ai passanti e agli avventori. Hanno poi lasciato dei volantini, non firmati, con scritto “Ma quale caro vita?Il cibo c’è, basta andarselo a prendere”. Un’iniziativa quasi “hollywoodiana”, che può strappare un sorriso, ma che fa riflettere, insieme alle altre iniziative di questi giorni, sulla situazione nella quale si trovano a vivere sempre più famiglie italiane, senza soldi per potersi comprare da mangiare e per togliersi lo sfizio di un libro. Non è stata solo Torino però a vivere un week-end pre natalizio, diciamo, un po’ movimentato. Anche a Bologna, e più precisamente a Casalecchio di Reno, un centinaio di attivisti del TpO, dopo aver fatto la spesa al supermercato Esselunga, ha preteso lo sconto del 25% sui prodotti in vendita. La richiesta non è stata accettata dalla direzione del supermercato che, anzi ha pensato bene di chiudere il negozio. Gli attivisti sono quindi usciti dal punto vendita e hanno attraversato il centro commerciale in corteo scandendo slogans quali «Noi la crisi non la paghiamo!» e «Prima di tutto, Natale per Tutti».

Un insieme di iniziative, compiute si da attori diversi, ma che hanno in comune il desiderio di far aprire gli occhi, soprattutto in un periodo come quello natalizio dove lo shopping va per la maggiore e tutti mettono in mostra i loro buoni sentimenti, sulla difficile situazione di giovani, precari, famiglie e anziani che sempre più difficilmente devono fare a meno, non solo più oramai di piccoli svaghi e piaceri, ma di beni di prima necessità.

Tomaso Clavarino

Il Manifesto 23/12/2008


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…peccato, si stava musicando ” il Vaticano annegherà, con dentro il papa”!

C.B.

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Hanno atteso 70 giorni prima di poterlo riabbracciare ma ora i famigliari di Santos Mirasierra, il tifoso marsigliese ingiustamente imprigionato a Madrid da più di due mesi, possono tirare finalmente un sospiro di sollievo: Santos è libero. La notizia è rimbalzata sui quotidiani francesi e spagnoli nel tardo pomeriggio di martedì, lo stesso tifoso marsigliese ne è venuto a conoscenza guardando i telegiornali in cella. E’ stato rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 6mila euro, cifra versata dall’Olympique Marsiglia, squadra della quale Santos è un acceso tifoso. Ma non è libero per sempre. La condanna a 3 anni e mezzo di carcere inflittagli venerdì scorso dal tribunale spagnolo rimane, i giudici hanno accettato il ricorso in appello del suo avvocato per cui, sino alla data del processo, Mirasierra potrà stare a casa con i suoi amici e forse tornare al suo posto di lancia-cori nel virage marsigliese.
La scarcerazione è segno di un tentativo dei giudici madrileni di limitare i danni derivati loro dalla vicenda. Innanzitutto attorno alla storia di Santos, arrestato con l’accusa di aver aggredito un poliziotto dopo la partita del primo ottobre tra Atletico Madrid e Olympique Marsiglia, dopo una violenta carica della guardia civil ed in seguito condannato per dei fatti non commessi e chiaramente smentiti da testimonianze e filmati video, attorno a questa vicenda si è creata un mobilitazione fortissima. In Francia, Spagna, Italia e in altri paesi, ci sono state raccolte di firme per chiedere la sua scarcerazione: sono intervenuti ministri, sportivi, giornalisti, attori, diplomatici. Sono state organizzate manifestazioni e cortei che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone che chiedevano la sua liberazione. Evidenti agli occhi di tutti erano infatti le responsabilità della polizia spagnola e del club madrileno, scaricate su Santos. Il suo rilascio è un mezzo passo indietro che ammette gli errori delle autorità giudiziarie madrilene e che ai più sembra anche dettato dal tentativo di limitare possibili rappresaglie durante la partita di ritorno fra Om e Atletico, delle quali si era sparsa voce, soprattutto via internet. Per la cronaca, la partita, giocata martedì sera, è finita 0-0 ed è stata contraddistinta da un clima più festoso del solito, vista la notizia della liberazione del capo ultras del Marsiglia.
La famiglia ha dovuto attendere più del previsto nei pressi della prigione madrilena in quanto mancava un documento necessario per la liberazione, che è poi avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri.
Tomaso Clavarino
il Manifesto 11/12/2008

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Finalmente! Dopo 69 giorni di detenzione, a due giorni dalla condanna in primo grado a 3 anni e mezzo, il tifoso marsigliese, Santos Mirasierra, per il quale si è mobilitato tutto il mondo delle tifoserie organizzate, e non solo, è stato rilasciato oggi pomeriggio su cauzione.

6000 euro, questa è la cifra che è stata pagata interamente dall’Olympique Marsiglia, e che permetterà a Santos di tornare a casa sua in attesa del processo di appello.

La condanna quindi rimane, non viene cancellata, e per questo la mobilitazione < deve continuare>, affermano gli ultras marsigliesi.

E’ comunque già un piccolo passo verso quella che si spera possa essere la sua assoluzione in appello.

T.C.

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Una location avveniristica, della musica di livello ed una regia d’avanguardia. Questi tre elementi, messi insieme, daranno vita al primo grande evento di capodanno a Torino. Non solo più, quindi, concerti in piazza e fuochi d’artificio, ma un festival musicale di richiamo nazionale.

Il Futur Festival, questo il suo nome, è nato dalla collaborazione tra Movement e Casasonica, due delle realtà più vivaci del panorama musicale torinese,«dopo il grande successo di Movement ad halloween – spiega Juni Vitale, uno degli organizzatori – abbiamo pensato di organizzare a Torino un capodanno diverso, che potesse richiamare gente anche dal resto d’Italia, e che potesse offrire qualcosa di alternativo ai giovani torinesi, molti dei quali, ci sembra di aver capito, sono stufi di festeggiare in piazza o nei soliti locali ». La location sarà l’Oval, «un modo per far vivere di più strutture bellissime, che in giro per il mondo ci invidiano, ma che purtroppo sono poco sfruttate», e sul palco si alterneranno musicisti e djs di fama internazionale, per quello che sarà, non un concerto, non una serata techno, ma un festival musicale nel vero senso della parola, con concerti live affiancati da diversi dj set.

Apriranno le danze i Subsonica, a tutti gli effetti la punta di diamante della scena musicale torinese, che, per la prima volta a Torino, saranno seguiti sul palco dai Motel Connection che, nati nel 2000 dall’incontro tra Samuel, voce dei Subsonica, Pisti e Pierfunk, sono una delle realtà più innovative della musica club italiana. Dopo questi due concerti live sarà la volta dei dj set che si alterneranno fino all’alba e che vedranno al lavoro sui mixer tre dj diversi, ma tutti di livello.

Il primo sarà Boosta, tastierista dei Subsonica che da alcuni anni è impegnato con ottimi risultati anche in consolle, seguito da Mauro Picotto, piemontese anche lui ed uno dei più famosi dj del mondo. Fondatore dell’etichetta Meganite, le sue serate si svolgono in alcuni dei locali più famosi del globo come il Ministry of Sound di Londra, lo Space di Miami o l’Arc di New York. Picotto chiuderà il cerchio degli artisti piemontesi e lancerà in consolle l’ospite straniero della serata, Josh Wink. Nato a Philadelphia è uno dei personaggi più stimati del mondo della musica techno, e porterà a Torino il suo inconfondibile sound, sperimentale ma allo stesso tempo ballabile. Artisti di primo piano per una serata che, nelle intenzioni degli organizzatori, «dovrà essere anche un momento di celebrazione per la vittoria di Torino come “Capitale europea dei giovani per il 2010”».

Un evento che non sarà gratuito, ma che «costerà 35 euro – afferma Juni Vitale – un prezzo popolare visti anche i costi dei locali per la sera di capodanno, che arrivano a costare anche 100 euro» e che, gli organizzatori sperano possa richiamare non meno di 8mila persone, «la cifra minima, ce ne aspettiamo ben di più ». «Si cercherà di rendere questo evento il più sicuro possibile – continua Vitale – e proprio in quest’ottica abbiamo chiesto al comune di intercedere con Gtt per predisporre dei collegamenti con l’Oval per far si che si possa raggiungere con dei mezzi pubblici. Il comune si è mostrato subito disponibile ma da Gtt non abbiamo ancora ricevuto risposte». Risposte che gli organizzatori sperano possano arrivare a breve, «per così poter organizzare al meglio il primo grande evento di capodanno nella storia di Torino».

Tomaso Clavarino

La Repubblica 7/12/2008

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IL TIFOSO DEL MARSIGLIA FERMATO A MADRID
Tre anni e mezzo. E’ questa la pena che Santos Mirasierra, il tifoso dell’Olympique Marsiglia detenuto dal primo ottobre a Madrid dopo gli scontri avvenuti allo stadio Vicente Calderon per la partita di Champions League tra Atletico Madrid e Om, dovrà scontare nelle carceri spagnole. Non sono bastate ai giudici le testimonianze degli altri tifosi, degli stessi poliziotti, dei gendarmi francesi al seguito: testimonianze che scagionavano Santos, del tutto estraneo ai fatti. Non sono bastate neanche le riprese televisive spagnole, nelle quali si notava con chiarezza come Mirasierra si fosse solo frapposto tra i tifosi e la guardia civil che li caricava senza motivo. Cercava di mediare con i poliziotti, lui che ha anche il passaporto spagnolo e quindi poteva dialogare con loro.
Il presidente dell’Om, Pape Diouf, si è detto scandalizzato dalla sentenza. «Non avrei mai pensato che una tale ingiustizia fosse possibile in una capitale europea come Madrid. E’ una cosa insopportabile». L’accusa aveva chiesto 8 anni, i giudici sono stati più «clementi» stabilendo che Santos avrebbe attentato all’incolumità di un agente brandendo un oggetto pericoloso eprovocandogli alcuni punti di sutura. Ora gli avvocati di Mirasierra ricorreranno in appello sperando che le testimonianze che smentiscono questa ricostruzione possano far cambiare idea alla Corte.
Mercoledì in aula, con occhi lucidi e grande commozione, Santos aveva detto: «è vero, sono un ultras, ma non sono né un hooligan né un criminale». 48 ore dopo è arrivata la condanna. Adesso si teme per l’ordine pubblico visto che mercoledì sera a Marsiglia giocherà l’Atletico Madrid: in rete circolano già minacce di guerra ma il gruppo principale del tifo marsigliese ha dichiarato di non volere vendette, solo giustizia.
Tomaso Clavarino
il Manifesto 6/12/2008

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